Da William Shakespeare
Adattamento drammaturgico e riscrittura Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo
Progetto Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory
Regia Marco Lorenzi
Collaborazione artistica Barbara Mazzi, Rebecca Rossetti, Daniele Russo
Con (in o.a.)
Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Francesco Sabatino, Alice Spisa, Angelo Tronca
Con la partecipazione in video di Ida Marinelli e Danilo Nigrelli
Regista assistente Barbara Mazzi
Assistente alla regia Federica Gisonno
Training a cura di Rebecca Rossetti
Disegno sonoro Massimiliano Bressan
Progettazione regia video PiBold / Paolo Arlenghi
Progettazione luci Umberto Camponeschi
Consulenza per scena e costumi Gregorio Zurla
Tecnico di compagnia Pietro Pagliana
Tecnico referente dello spazio Raffaele Arru
Ufficio stampa Raffaella Ilari
Un ringraziamento ad Anna Makhnyuk – Manifesto Studio e Irene Ivaldi
Ci sono eroi o uomini fragili in questo capolavoro shakespeariano? Bruto, Cassio, Antonio, Casca e una intera umanità di uomini e donne che si muovono per amore della patria o per il potere? La vera vittima di questa vicenda non è Giulio Cesare, ma la Repubblica.
Quando Roma decide di incoronare per acclamazione Giulio Cesare, tornato vittorioso dalla campagna d’Egitto, non tutti a Roma sono d’accordo. La Repubblica è in pericolo: entro 24 ore la democrazia alla quale pensavamo di esserci abituati, si trasformerà in qualcosa di diverso. Così, Cassio con un gruppo di senatori bussa alla porta dell’unico uomo che può aiutarli ad impedirlo: Bruto. Bruto ama Cesare, ma ama di più la Repubblica. Bruto è un uomo d’onore, ma è anche molto ambizioso. Lui, come tutto il popolo, si troverà a dover scegliere tra una sanguinosa rivoluzione o una docile sottomissione.
Il regista Marco Lorenzi e il collettivo artistico Il Mulino di Amleto (Premio Ubu 2024 come miglior nuovo testo straniero a “Come gli uccelli” e Premio ANCT 2021), dopo aver affrontato Wajdi Mouawad, Pier Paolo Pasolini e il cinematografico Festen di Thomas Vinterberg, proseguono il loro percorso di creazione a partire da grandi sfide linguistiche. Questa volta addentrandosi nell’affascinante architettura della parola di William Shakespeare per portarla a deflagrare in modo radicale e dirompente, in un cortocircuito con il nostro presente.
Note di Regia
Marco Lorenzi
GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA è un progetto che nasce dalla volontà di costruire un percorso di ricerca e di creazione sul tema del rapporto tra potere, individuo e fragilità degli ordinamenti democratici e repubblicani nella nostra epoca.
GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA è un progetto pensato per spazi che permettano un rapporto con gli spettatori molto ravvicinato con il fine di coinvolgere emotivamente il pubblico all’interno di una delle congiure più famose della storia, magistralmente raccontata nelle sue contraddizioni da William Shakespeare.
GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA ha uno scopo duplice: da un lato, affrontare con radicalismo e purezza uno dei testi più potenti e meno frequentati di William Shakespeare; dall’altro, “usare” la storia di Bruto, Cassio, Antonio, e della disgregazione della Repubblica Romana come un luogo con cui possiamo indagare, interrogare, investigare questioni che toccano da vicino il nostro presente e lo determinano.
Le domande di bruciante attualità che scaturiscono dall’incontro tra regista, attori e drammaturgia, sono un motore di immaginario potentissimo per questa creazione.







