tratto da “Moby Dick” di Melville
di Angelo Tronca
assistente alla regia Maddalena Sighinolfi
con Angelo Tronca e Maddalena Sighinolfi
progetto sonoro Massimiliano Bressan
consulenza artistica Il Mulino di Amleto
produzione A.M.A. Factory
si ringrazia TPE – Teatro Piemonte Europa
Un monologo ispirato a Moby Dick di Melville, che esplora i temi della malattia mentale attraverso un intenso flusso di coscienza.
In uno spazio vuoto, il pubblico, immerso in un ambiente sonoro grazie alle cuffie, segue un attore che ricostruisce i momenti salienti del romanzo.
La narrazione intreccia i tormenti di Acab e la voce di Ismaele, trasformando l’epopea marina in un’indagine profonda sulle ossessioni e sulla schizofrenia. Tra il richiamo delle balene e l’eco della caccia, prende forma una riflessione intensa sulla lotta con i propri demoni, dove la follia e l’umanità si incontrano nel cuore dell’oceano.
Note Artistiche
Da molti anni Moby Dick mi interessa. Sono stati scritti decine di saggi per cercare di spiegare a pieno che cosa significhi la metafora usata da Melville quando ci parla di quest’uomo che caccia una balena bianca e, giustamente, nessuno ha mai colto veramente nel segno. Nessuno è mai riuscito a cacciarla veramente, nemmeno concettualmente. Ho quindi scelto una riscrittura per parlare di ciò che risuonava in me in questo romanzo.
La ricerca di Dio, il suo significato e la lotta con il circostante sono temi che mi hanno accompagnato essendo stato vicino a persone malate di mente. La loro sofferenza era simile a quella che leggevo nel capitano Achab; di qui la scelta di scrivere una pièce che rimbalzi tra la storia di Melville ambientata nell’800 e la storia di uno schizofrenico che vive nel presente.
Per sottolineare e alimentare la dissociazione tra falso e vero, tra mito e realtà mi sono avvalso di un progetto sonoro gestito da Massimiliano Bressan che, mettendo il pubblico in cuffia, riesce ad immergere gli spettatori in un sogno onirico dove i simboli della vicenda prendono forma sonoramente e visivamente.
Recitando con una capsula microfonica a 360 gradi posizionata sulla fronte ed essendo questa estremamente sensibile ho voluto restituire tutte le più profonde sfumature della parola e la manipolazione ed elaborazione di suoni dietetici nello spazio: l’accensione di un fiammifero, il suo suono, può diventare un mondo sonoro.
Un viaggio partendo da uno dei testi più metafisici dell’avventura, cercando di capire “bianchezza della balena” all’interno di uno spazio scenico quasi calato nell’oscurità.
Note sul Suono
Moby Dick di Angelo Tronca, liberamente ispirato al romanzo di Melville, è scritto come partitura vocale. Ritmi decisamente musicali, con pause e “silenzi” incredibilmente suonanti. Lo scopo del progetto sonoro è quello di portare nelle orecchie dello spettatore il mondo che risuona ossessivamente nella testa del personaggio. Il messaggio è: il mezzo tecnico è il solo modo di percepire quel mondo mentale per come si costruisce attimo dopo attimo.
Il microfono tra i capelli di Angelo fa la funzione di Voce. Voce del pensiero, voce della materia, voce del circostante. Inevitabilmente, mai uguale. Le stanze riverberano, le ripetizioni non descrivono un luogo fisico, ma il continuo farsi di un luogo mentale, fatto di distorsioni, di spazi immensi e microscopici allo stesso tempo. Lo spazio fisico che circonda il personaggio viene usato, attraverso la ripresa microfonica, come strumento di creazione del luogo mentale. La parte musicale, per contrasto, è marcatamente “pop”. Un pop che la distorsione del pensiero trasforma in solennità, enormità del viaggio, in abbraccio dopo la confessione. L’ultimo brano, L’Ultimo Giorno, è stato composto da Angelo Tronca e Massimiliano Bressan. La voce in L’Ultimo Giorno è di Massimiliano Bressan.
Lo spettacolo ha debuttato nelle cripte di San Pietro in Vincoli a Torino, per un numero totale di 10 repliche. Ad ogni replica potevano assistere 20 spettatori, ognuno in cuffia. Ma, il progetto sonoro non è stato pensato per la sola fruizione in cuffia. Nei grandi spazi teatrali, la cuffia può (o deve) essere sostituita dalla diffusione attraverso un impianto audio adeguato in potenza (pressione sonora), e distribuzione (quantità e localizzazione dei diffusori, numero di uscite), e concordato con il Sound Designer.

Tournée
dal 4 al 7 dicembre 2024 - San Pietro in Vincoli - Torino
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25 - 26 maggio 2024 - San Pietro in Vincoli - Torino Fringe Festival
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18 maggio 2024 - Teatro Argot Studio - Roma
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